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| Approccio cognitivo-comportamentale |
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La terapia cognitivo-comportamentale (TCC) è finalizzata a modificare i pensieri distorti, le emozioni disfunzionali e i comportamenti disadattivi del paziente, producendo la riduzione e l’eliminazione del sintomo e apportando miglioramenti duraturi nel tempo.
La TCC è una terapia adatta al trattamento individuale, di coppia e di gruppo, e funziona a prescindere dal livello culturale, dalla condizione sociale e dall’orientamento sessuale del paziente.
L’approccio cognitivo-comportamentale è indicato nel caso di obesità in quanto consente di perseguire i due principali obiettivi del trattamento del sovrappeso.
Le tecniche comportamentali infatti consentono di determinare una perdita di peso corporeo del 5%-10% (peso più sano) e di raggiungere quindi il primo obiettivo del trattamento(ottenere un peso più sano).
Le tecniche cognitive invece agiscono principalmente sulle preoccupazioni e sulle problematiche inerenti l’aspetto fisico e il desiderio di cambiare forma fisica (l’immagine corporea del paziente) e su altre cognizioni centrali alla sovralimentazione. Questo fa sì che si possa raggiungere il secondo e fondamentale obiettivo del trattamento(mantenimento del peso raggiunto).
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| Tecniche cognitive e comportamentali utilizzate nel trattamento dell’obesità |
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Secondo l’indagine Istat (“Condizioni di salute, fattori di rischio e ricorso ai servizi sanitari”) pubblicata nel marzo 2007 e riferita all’anno 2005, gli adulti obesi in Italia sono circa 4,7 milioni, il 9% in più rispetto all’indagine effettuata nel 1999-2000.
Dei 120 mila individui intervistati, il 34,2% ha dichiarato di essere in sovrappeso e il 9,8% di essere obeso in termini di indice di massa corporea.
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| Sovrappeso e obesità nei bambini e negli adolescenti |
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- Bilancia decisionale
- Auto-monitoraggio dell’assunzione di cibo
- Auto-monitoraggio del peso
- Tecniche di auto-rinforzo
- Strategie per valutare il sostegno sociale
- Tecniche di controllo degli stimoli
- Aumento della consapevolezza dei segnali biologici di fame e sazietà
- Ristrutturazione cognitiva
- Esempi di pensieri disfunzionali
sull’alimentazione e sull’attività fisica
- Training sulle abilità di problem solving e sulla gestione delle emozioni
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La ‘Bilancia decisionale’ è una tecnica utilizzata per confrontare i benefici e i costi percepiti nell’intraprendere un cambiamento comportamentale.
Si mettono a confronto i benefici che ci si aspetta dalla perdita di peso e i costi che dovranno essere affrontati per raggiungere tale obiettivo.
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| Auto-monitoraggio dell’assunzione di cibo |
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L’auto-monitoraggio dell’assunzione di cibo è una tecnica tramite cui si registra su un diario la quantità e la qualità di cibo assunto, l’ora, il luogo e le circostanze (ambientali, interpersonali, emotive) che hanno influenzato il comportamento alimentare.
I due scopi principali sono:
• Raccogliere importanti informazioni riguardanti il comportamento alimentare
• Diventare consapevoli che l’alimentazione in eccesso non è un comportamento automatico ma è determinato dal fatto che alcune situazioni sociali, emotive, interpersonali e/o fisiologiche non sono gestite in modo adeguato.
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| Auto-monitoraggio del peso |
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L’auto-monitoraggio del peso è una tecnica che consiste nel valutare il peso settimanalmente, in un giorno prefissato. Si utilizza una tabella predisposta e la riproduzione di un grafico mensile.
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| Tecniche di auto-rinforzo |
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Le tecniche di auto-rinforzo prevedono la costruzione di un sistema di rinforzo capace di fornire ricompense e vantaggi a breve termine per le modificazioni comportamentali messe in atto fino a quando queste non produrranno dei vantaggi duraturi.
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| Strategie per valutare il sostegno sociale |
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L’ambiente esterno è caratterizzato da situazioni sociali, relazioni interpersonali (amici, familiari, conoscenti), ambiente di lavoro e stimoli alimentari che possono essere ostili.
L’ambiente che ci circonda, infatti, da un lato disprezza chi non è riuscito a rimanere magro, dall’altro stimola con ogni mezzo a mangiare in eccesso! È importante quindi individuare chi, nell’ambiente sociale, può dare il migliore sostegno e chi invece influisce negativamente.
Nello specifico, la tecnica consente di stilare una lista di persone con cui si è in stretto contatto (familiari, amici, colleghi, vicini) e successivamente di valutare ciascuna persona.
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| Tecniche di controllo degli stimoli |
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Il comportamento alimentare di ogni persona è suddivisibile in tre momenti:
• Gli antecedenti – eventi che si verificano prima di mangiare
• L’atto del mangiare – eventi che si verificano durante l’assunzione di cibo
• Le conseguenze – eventi che si verificano dopo l’assunzione di cibo
È possibile apprendere varie tecniche di controllo da applicare nei tre momenti:
• Strategie per gli antecedenti – strategie che aiutano a migliorare il modo di fare la spesa, di riporre, di preparare e di servire il cibo; ecc.
• Strategie per il momento del mangiare – strategie che aiutano a mangiare lentamente, non fare niente mentre si mangia (evitare di guardare la Tv, leggere; consumare il pasto nello stesso posto e ora, se possibile)
Strategie per le conseguenze – strategie che aiutano a ridurre gli stimoli che si possono verificare in questo particolare momento (sparecchiare subito dopo aver terminato, non conservare gli avanzi, lasciare la tavola subito, ecc.).
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| Aumento della consapevolezza dei segnali biologici di fame e sazietà |
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Molte persone obese hanno molta difficoltà a distinguere le loro sensazioni biologiche di fame e sazietà. La conseguenza è che spesso si mangia non per fame ma per regole, abitudini o per gestire degli stati emotivi (rabbia, tristezza, ansia, ecc.).
È necessario quindi un addestramento per aumentare la consapevolezza dei propri segnali biologici di fame e sazietà; solo una volta diventati più consapevoli, si potrà gradualmente affidarsi ad essi per regolare il proprio comportamento alimentare.
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| Ristrutturazione cognitiva |
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L’intervento di ristrutturazione cognitiva implica una gamma di tecniche finalizzate a modificare le convinzioni, le immagini, le autoistruzioni della persona. Addestrare il soggetto ad acquisire la capacità di:
• Regolare i propri pensieri disfunzionali automatici
• Riconoscere le connessioni tra pensieri, emozioni e comportamento
• Esaminare le prove a favore e contro i pensieri automatici disfunzionali
• Sostituire i pensieri disfunzionali con interpretazioni più realistiche e funzionali
• Imparare ad individuare e a modificare le convinzioni disfunzionali che predispongono a travisare le proprie esperienze.
È particolarmente importante lavorare sui pensieri disfunzionali che la persona ha nei confronti dell’alimentazione e dell’attività fisica.
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| Esempi di pensieri disfunzionali
sull’alimentazione e sull’attività fisica |
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ALIMENTAZIONE |
ATTIVITÀ FISICA |
Tutti in famiglia mi devono aiutare a seguire il programma, mangiando nella mia stessa maniera. Se questo non accadrà non potrò mai farcela. |
Non ho fatto attività fisica per quattro giorni tanto vale che salti anche i rimanenti giorni della settimana. |
Non posso resistere ai cioccolatini quando li vedo, devo mangiarli perché mi piacciono troppo. |
Questo mese sono troppo impegnato. Inizierò il mio programma di attività fisica da lunedì prossimo. |
È impossibile dire di no agli amici quando offrono cibo alle cene. |
Oggi ho avuto un giorno molto stressante, mi merito un po’ di riposo, salterò la mia seduta di attività fisica. |
Dovrei già essere stato in grado di perdere 10 kg , dal momento che non ci sono riuscito non valgo niente! |
Sono troppo grasso per fare attività fisica. |
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| Training sulle abilità di problem solving e sulla gestione delle emozioni |
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Acquisire una serie di abilità per far fronte alle circostanze che aumentano il rischio di ricaduta quali situazioni che pongono a rischio di mangiare in eccesso, di fare meno attività fisica, di abbandonare le tecniche comportamentali apprese.
Il training prevede:
• Imparare a riconoscere le situazioni che pongono a rischio di una ricaduta e utilizzare tecniche di problem-solving o di risoluzione dei problemi; l’obiettivo è far fronte efficacemente a queste situazioni senza perdere il controllo sull’alimentazione
• Ristrutturazione cognitiva dei pensieri disfunzionali, in particolare sull’alimentazione e sull’attività fisica ; discussione e modificazione del senso di fallimento eventualmente presente in seguito a una ricaduta.
• Gestione delle emozioni intense quali ansia, rabbia, tristezza, frustrazione, impotenza al fine di evitare l’utilizzo del cibo per calmarsi; sfogarsi; anestetizzarsi; ecc.. |
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