La gente
si rivolge alla clinica UMASS di Kabat-Zinn o,
più in generale, a Mindfulness
a causa della sua sofferenza e per cercare una
guarigione.
In realtà, per queste persone la guarigione
consisterà soprattutto nella trasformazione
del loro modo di vedere e sentire. Secondo Kabat-Zinn,
infatti, “Quando, nella calma di un attimo,
cogliamo un lampo della nostra completezza; quando,
durante l’esplorazione del corpo o la meditazione
seduta o lo yoga, ci viviamo come interi e nello
stesso tempo appartenenti a una totalità
più ampia, comincia a farsi strada un modo
profondamente nuovo di affrontare i nostri problemi
e la nostra sofferenza. Questa nuova visione crea
un contesto del tutto diverso in cui esaminare
e affrontare i nostri problemi, per quanto gravi
possano essere. È il passaggio dalla percezione
di ciò che è frammentario e isolato,
a quella della totalità e della connessione.
Con questo cambiamento di prospettiva, passiamo
dal sentirci in balia degli eventi e senza speranza
(impotenti e pessimisti) a un senso di possibilità,
di accettazione, di pace e di centratura”
(1991, p. 168).
Non a caso, i termini “medicina” e
“meditazione” derivano dalla stessa
radice latina, mederi,
che significa curare, guarire.
Complessivamente, documentati studi clinici condotti
dal Centro diretto da Kabat-Zinn hanno verificato
che tra i partecipanti ai corsi di
Mindfulness che soffrono di diverse malattie
croniche e di problemi medici è frequente
una rilevante riduzione dei sintomi fisici ed
emotivi (dal 29% al 46%), come pure un’accresciuta
capacità di trattare il dolore e lo stress.
Classificandoli per genere di disturbo, le persone
con malattie cardiache sperimentano una riduzione
dei sintomi del 45%; per la pressione alta si
verifica una riduzione del sintomo del 43%; per
il dolore, la riduzione è del 25%; per
lo stress, del 31%. |