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Le nuove emergenze socio-sanitarie
Cyber bullismo

Dalla lingua inglese "cyber bullying”, questo termine indica il “bullismo elettronico" o "bullismo in internet“, caratterizzato da azioni moleste e diffamatorie messe in atto utilizzando la posta elettronica, i siti web, la messaggistica istantanea, i blogs, SMS, MMS e telefoni cellulari. Come il bullismo, è volto a ferire e danneggiare un singolo o un gruppo, è intenzionale, può anche costituire un crimine informatico.
I dati emersi dalle ultime ricerche rilevano un utilizzo sempre crescente dei mezzi multimediali per offendere e prevaricare gli altri (mezzi, che tra l'altro garantiscono l'anonimato del bullo). Nelle scuole elementari, il 20% degli alunni vittima di bullismo ha confessato di ricevere telefonate anonime, il 10% sms di insulti e minacce. Il 6% dei carnefici ha ammesso di aver usato il telefonino per i propri soprusi e il 5% ha detto di aver usato anche la videocamera del cellulare.
La scelta del bullismo elettronico, come tecnica di vittimizzazione rispetto al bullismo “tradizionale” (dove offese e soprusi sono perpetrati verbalmente o fisicamente), aumenta con il passaggio alle scuole medie e al liceo. Con l'aumento dell'età, infatti, i ragazzi hanno più libero accesso ad una serie di mezzi di comunicazione, come telefono cellulare, Internet e video-camere.

Bullismo omofobico

Il bullismo si configura sempre di più come l'espressione della scarsa tolleranza per la diversità, dell'assenza di accettazione di chi è dissimile per appartenenza etnica, per caratteristiche fisiche e psicologiche o semplicemente per scelte di vita. Recenti evoluzioni del fenomeno, infatti, seguono nuove tendenze sociali e culturali, come, ad esempio l'omofobia. Con questa parola si intende l'insieme dei pregiudizi e discriminazioni diretti ad un individuo omosessuale: avviene a livello sociale e familiare, laddove questi due ambiti manifestano intolleranza. In questo caso, è dunque l'orientamento sessuale dell'individuo a scatenare il bullo o i bulli, i quali esprimono la loro ostilità a livello verbale (minacce e ingiurie), a livello fisico (aggressioni e violenze) o in modo indiretto (calunnie, pettegolezzi, isolamento sociale).
Il bullismo omofobico nasce dal pregiudizio, dalla disinformazione, dall'isolamento e dalla scarsa tolleranza per tutto ciò che è “altro”, “diverso da sé”. A tal proposito, scuola e famiglia possono fare molto per promuovere una cultura che consideri la diversità come una ricchezza e che educhi all'accettazione e alla consapevolezza dell'altro.

Disturbi alimentari infantili

Rispetto ai Disturbi del Comportamento Alimentare (Anoressia Nervosa e Bulimia Nervosa), i disturbi alimentari nell'infanzia hanno caratteristiche peculiari, tali da essere classificati sotto il termine di “ Feeding disorder ”, ovvero “Disturbi della Nutrizione”. Irene Chatoor, nei suoi studi di individuazione di questa categoria diagnostica, parla di “fallimento nello sviluppo: la nutrizione non adeguata, infatti, compromette l'atteso incremento ponderale, producendo un deficit di crescita. Il fallimento può essere prodotto da fattori organici (problemi metabolici, cardiaci e renali), non organici (scarsa cura e coinvolgimento materno nella nutrizione, deprivazione materna) o misti (variabili organiche e non organiche causano il deficit di crescita). Tra le varie categorie diagnostiche proposte da Chatoor, ritroviamo l'anoressia infantile: a differenza dei DCA nell'adolescenza e nell'età adulta, nei bambini il rifiuto del cibo è determinato dallo scarso appetito, piuttosto che dalla preoccupazione per il peso e per le forme del corpo. Un altro disturbo che può manifestarsi nell'area della nutrizione in neonati e bambini da 1 a 3 anni è l'avversione sensoriale al cibo: in questo caso c'è un rifiuto selettivo di alcuni cibi che porta ad una selettiva mancanza di sostanze nutritive indispensabili per una crescita adeguata. Anche eventi traumatici a livello gastro-intestinale (vomito ripetuto o reflusso) ed oro-faringeo (intubazione medica), possono indurre un livello di stress tale da alterare la nutrizione. Infine, in alcuni casi, il neonato o il bambino può mostrare ritardo di crescita e denutrizione insieme ad una mancanza dei segnali di reciprocità con la figura materna come i vocalizzi, il sorriso, lo scambio visivo. Il deficit relazionale mina la nutrizione e rallenta lo sviluppo psico-fisico.