L’affaticamento
cronico è uno stato ben diverso dalle comuni
condizioni di stanchezza normalmente sperimentate, di
tanto in tanto, da chiunque di noi. Spesso esso dipende
da disturbi fisici (come le malattie della tiroide,
l’anemia, infezioni da virus, ecc.), spesso è
il sintomo di un disturbo emotivo.
In ogni caso, è difficile individuare una unica
causa esplicativa della Sindrome di affaticamento cronico,
né esiste un test specifico per diagnosticarla.
Sintomi
La
Sindrome di affaticamento cronico è caratterizzata
dalla combinazione di una serie di sintomi, per la durata
di almeno sei mesi, che creano problemi sia sul piano
fisico (astenia, mal di testa, nausea, dolori muscolari,
insonnia, ecc.) che mentale (difficoltà di concentrazione,
disturbi della memoria, difficoltà nel trovare
le parole giuste per esprimersi, instabilità
dell’umore, ecc.).
Una caratteristica tipica è, poi, la fluttuazione
dei sintomi, per cui il soggetto può sentirsi
meglio in alcuni periodi, per poi avere una ricaduta
e tornare ad essere profondamente affaticato.
L’affaticamento cronico può produrre, evidentemente,
disagi seri nella vita lavorativa e la compromissione
della normale capacità di portare a termini i
semplici compiti della vita quotidiana.
Cause
La
causa specifica della Sindrome di affaticamento cronico
è al momento sconosciuta. Spesso, all’origine
vi è il concorso di una serie di cause scatenanti,
alcune delle quali possono essere:
-
stress, impegni eccessivi, scarsità di tempo
libero da dedicare a se stesso e al divertimento;
-
eventi
stressanti, come il cambiamento del lavoro o della
residenza;
-
elevate
aspettative rispetto alle proprie prestazioni coniugate
con un eccessivo perfezionismo; .
-
disagi
emotivi, come stati d’ansia
o depressione.
Trattamento
La riduzione o l’eliminazione dei sintomi possono
essere ottenute mediante l’assunzione di farmaci
antidepressivi.
Ma è stato dimostrato che un contributo importante
può derivare dalla psicoterapia. La terapia cognitivo-comportamentale
ha il duplice obiettivo, in questi casi: migliorare
le abilità del soggetto e raggiungere il sollievo
dai sintomi associati alla Sindrome di affaticamento
cronico. Il trattamento cognitivo-comportamentale, che
deve essere programmato sulle singole esigenze e attitudini,
può prevedere:
-
la registrazione e il monitoraggio delle attività
e delle condizioni psico-fisiche corrispondenti;
-
il monitoraggio dei pensieri disfunzionali e la
correzione delle idee distorte che hanno contribuito
allo sviluppo della Sindrome di affaticamento cronico;
-
il trattamento delle forme di ansia e/o depressione
eventualmente presenti;
-
l’introduzione
di cambiamenti nelle abitudini della vita quotidiana
che hanno contribuito all’insorgenza dell’affaticamento
cronico (stress, eccessivo lavoro, mancanza di tempo
libero, ecc.);