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| Che cos’è
l’Istituto Beck? |
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Nel 2001, la stima e la
fiducia accordate dal Prof.
A.T. Beck - padre universalmente
riconosciuto della terapia
cognitiva - alla Dott.ssa
Antonella Montano hanno
consentito di fondare a
Roma l’Istituto di
terapia cognitivo-comportamentale
a lui intitolato.
In conformità con
l’omonimo Istituto
americano di Philadelphia,
l’Associazione scientifico-professionale
"Istituto A.T. Beck"
di Roma annovera tra le
motivazioni fondanti quella
di offrire il proprio contributo
nel settore della salute
mentale con un fine di utilità
pubblica.
L’Istituto Beck nasce,
dunque, dalla determinazione
di un gruppo di professionisti
che a partire dal 1997 si
radunano attorno alla Dott.ssa
Montano (oggi membro della
prestigiosa Academy of Cognitive
Therapy, il cui presidente
onorario è lo stesso
A.T. Beck).
Tali psicoterapeuti, di
orientamento cognitivo-comportamentale,
fanno tutti riferimento
alla sfera culturale e professionale
dell’Associazione
Italiana di Analisi e Modificazione
del Comportamento e Terapia
Comportamentale e Cognitiva
(AIAMC), a sua volta affiliata
alla European Association
for Behaviour and Cognitive
Therapy (EABCT) e al Collegium
Internationale Activitatis
Nervosae Superioris (CIANS).
L’orientamento scientifico-professionale
dell’Istituto Beck
si basa sugli sviluppi più
recenti e aggiornati della
terapia cognitiva e comportamentale
moderna. Essa prese le mosse,
a metà degli anni
’50, dal concepimento,
da parte di Ellis, della
Terapia razionale-emotiva
(RET).
Un nuovo, grande impulso
alla terapia cognitivo-comportamentale
provenne nei primi anni
’60 dai lavori di
Beck sulla depressione,
e successivamente, intorno
alla metà degli anni
’70, dal lavoro di
Mahoney (Cognitive and
Behavior Modification,
1974), di Beck (Cognitive
Therapy and Emotional Disorders,
1976) e di Meichenbaum (Cognitive-Behavior
Modification, 1977).
I professionisti oggi afferenti
all’Istituto riconoscono,
pertanto, alla base del
loro lavoro di pratica
clinica, di ricerca
e di formazione,
i fondamenti teorici del
modello cognitivo e i principali
concetti di riferimento
della terapia cognitiva,
nonché alcuni elementi
fondamentali e imprescindibili
delle acquisizioni della
moderna terapia cognitivo-comportamentale:
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il
rapporto di collaborazione
tra paziente e terapeuta
(l’“empirismo
collaborativo”
di Beck);
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l’assunto
che i disturbi emotivi
e il comportamento
dipendono (almeno
in buona parte) da
disturbi dei processi
cognitivi;
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l’attenzione
centrale sul cambiamento
delle cognizioni al
fine di produrre le
modifiche desiderate
nell’affettività
e nel comportamento;
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il trattamento educativo
in genere limitato
nel tempo e mirato
ad affrontare problemi
che comportano uno
specifico obiettivo.
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Più
in dettaglio, come riconosciuto
e convalidato empiricamente
ormai da una vastissima
letteratura scientifica,
si riconosce alla base di
ogni trattamento terapeutico
l’importanza:
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della
ristrutturazione
cognitiva, per
modificare i modelli
di pensiero disadattivi;
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dei programmi di
problem solving,
come approccio sistematico
alla risoluzione dei
problemi personali;
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l’educazione
alle coping skills
(ossia le abilità
ad affrontare le situazioni
ansiogene della vita
quotidiana) e lo stress
inoculation (immunizzazione
dello stress).
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L’operato
dei professionisti dell’Istituto
Beck, pertanto, si basa
sull’applicazione
e l’insegnamento della
diagnosi dei diversi disturbi,
la formulazione cognitiva
del caso, la relazione terapeutica,
la struttura e il formato
della prima seduta e di
quelle successive, la specificazione
degli obiettivi del paziente
e del terapeuta, la pianificazione
dell’intervento terapeutico,
l’identificazione
e il trattamento di pensieri
automatici, emozioni e core
beliefs disfunzionali,
i contenuti immaginativi
distorti, il repertorio
di tecniche cognitive e
comportamentali a disposizione
del terapeuta, l’ideazione
e l’assegnazione degli
homework, il ricorso
a strumenti di valutazione
standardizzati (test psicodiagnostici),
l’uso di schede e
materiali utili a produrre
progressi nella terapia,
la preparazione alla conclusione
della terapia, il training
per la prevenzione delle
ricadute. |
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