TCC
Che cos'è la Terapia Cognitivo Comportamentale
Clinica
Agorafobia
Ansia sociale
Attacchi di panico
Il Bilancio delle competenze
Depressione
Disfunsioni sessuali
Disturbi alimentari
Disturbi d’ansia
Disturbi di personalità
Disturbo bipolare
Disturbo ossessivo compulsivo
Disturbo post traumatico da stress
Insonnia
Insonnia del bambino (dissonia)
Schizofrenia
Sindrome di affaticamento cronico
Handicap
Disturbi dell’apprendimento
Disturbi Cognitivi
Ritardo mentale
Omosessualità
Gay faq
Omofobia e omofobia interiorizzata
Corso di autostima per gay e lesbiche
Disfunsioni sessuali nei clienti omosessuali
Training autogeno
Assertività
Terapia di Coppia
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Che cos’è l’Istituto Beck?
-
 
Nel 2001, la stima e la fiducia accordate dal Prof. A.T. Beck - padre universalmente riconosciuto della terapia cognitiva - alla Dott.ssa Antonella Montano hanno consentito di fondare a Roma l’Istituto di terapia cognitivo-comportamentale a lui intitolato.

In conformità con l’omonimo Istituto americano di Philadelphia, l’Associazione scientifico-professionale "Istituto A.T. Beck" di Roma annovera tra le motivazioni fondanti quella di offrire il proprio contributo nel settore della salute mentale con un fine di utilità pubblica.

L’Istituto Beck nasce, dunque, dalla determinazione di un gruppo di professionisti che a partire dal 1997 si radunano attorno alla Dott.ssa Montano (oggi membro della prestigiosa Academy of Cognitive Therapy, il cui presidente onorario è lo stesso A.T. Beck).
Tali psicoterapeuti, di orientamento cognitivo-comportamentale, fanno tutti riferimento alla sfera culturale e professionale dell’Associazione Italiana di Analisi e Modificazione del Comportamento e Terapia Comportamentale e Cognitiva (AIAMC), a sua volta affiliata alla European Association for Behaviour and Cognitive Therapy (EABCT) e al Collegium Internationale Activitatis Nervosae Superioris (CIANS).

L’orientamento scientifico-professionale dell’Istituto Beck si basa sugli sviluppi più recenti e aggiornati della terapia cognitiva e comportamentale moderna. Essa prese le mosse, a metà degli anni ’50, dal concepimento, da parte di Ellis, della Terapia razionale-emotiva (RET).
Un nuovo, grande impulso alla terapia cognitivo-comportamentale provenne nei primi anni ’60 dai lavori di Beck sulla depressione, e successivamente, intorno alla metà degli anni ’70, dal lavoro di Mahoney (Cognitive and Behavior Modification, 1974), di Beck (Cognitive Therapy and Emotional Disorders, 1976) e di Meichenbaum (Cognitive-Behavior Modification, 1977).

I professionisti oggi afferenti all’Istituto riconoscono, pertanto, alla base del loro lavoro di pratica clinica, di ricerca e di formazione, i fondamenti teorici del modello cognitivo e i principali concetti di riferimento della terapia cognitiva, nonché alcuni elementi fondamentali e imprescindibili delle acquisizioni della moderna terapia cognitivo-comportamentale:

-

il rapporto di collaborazione tra paziente e terapeuta (l’“empirismo collaborativo” di Beck);

-
l’assunto che i disturbi emotivi e il comportamento dipendono (almeno in buona parte) da disturbi dei processi cognitivi;

-
l’attenzione centrale sul cambiamento delle cognizioni al fine di produrre le modifiche desiderate nell’affettività e nel comportamento;

-
il trattamento educativo in genere limitato nel tempo e mirato ad affrontare problemi che comportano uno specifico obiettivo.

Più in dettaglio, come riconosciuto e convalidato empiricamente ormai da una vastissima letteratura scientifica, si riconosce alla base di ogni trattamento terapeutico l’importanza:
-
della ristrutturazione cognitiva, per modificare i modelli di pensiero disadattivi;

-
dei programmi di problem solving, come approccio sistematico alla risoluzione dei problemi personali;

-
l’educazione alle coping skills (ossia le abilità ad affrontare le situazioni ansiogene della vita quotidiana) e lo stress inoculation (immunizzazione dello stress).

L’operato dei professionisti dell’Istituto Beck, pertanto, si basa sull’applicazione e l’insegnamento della diagnosi dei diversi disturbi, la formulazione cognitiva del caso, la relazione terapeutica, la struttura e il formato della prima seduta e di quelle successive, la specificazione degli obiettivi del paziente e del terapeuta, la pianificazione dell’intervento terapeutico, l’identificazione e il trattamento di pensieri automatici, emozioni e core beliefs disfunzionali, i contenuti immaginativi distorti, il repertorio di tecniche cognitive e comportamentali a disposizione del terapeuta, l’ideazione e l’assegnazione degli homework, il ricorso a strumenti di valutazione standardizzati (test psicodiagnostici), l’uso di schede e materiali utili a produrre progressi nella terapia, la preparazione alla conclusione della terapia, il training per la prevenzione delle ricadute.
-

 
 
   
 
News
Corsi
Congressi
Formazione - Corsi ECM
Pubblicazioni a cura dell'Istituto
Newsletter
Lo staff risponde
Links
Il nostro staff
Informativa sulla Privacy