L’attacco
di panico è un’eccessiva reazione fisica
e psichica dovuta a quello che noi percepiamo come un
pericolo (ansia),
anche se in realtà non è tale.
Si distingue per tre caratteristiche principali:
-
consiste in una intensa apprensione, paura e ansia;
- arriva di solito quasi improvvisamente;
- ha, generalmente, una breve durata.
Quando
gli attacchi di panico sono ricorrenti, si parla di "Disturbo
di panico".
Quanto è diffuso?
Gli
attacchi di panico sono molto diffusi, soprattutto tra
i giovani. Circa il 30% della popolazione urbana soffrirà,
almeno una volta nella propria vita, di un attacco di
panico.
Quali sono le cause?
Gli
attacchi di panico fanno parte dei disturbi d’ansia.
La maggior parte degli studiosi ritiene che siano la
conseguenza dell’interazione di pensieri, emozioni
e processi fisici. In genere, un periodo o un evento
particolarmente stressanti possono scatenare il disturbo
in persone con una predisposizione genetica e psicologica
ai disturbi d’ansia. Può succedere perciò
che il normale livello d’ansia, per esempio a
causa dello stress, cresca ed esploda in episodi di
panico, più o meno intensi (vedi disegno).
I motivi per cui le persone soffrono di attacchi di
panico sono numerosi.
Tra le cause più diffuse ci sono:
-
la
predisposizione genetica;
-
lo
stress;
-
le
preoccupazioni circa la propria salute;
-
sentimenti
spiacevoli causati, ad esempio, da problemi o difficoltà
personali o professionali. Quando questi non vengono
affrontati o non possono essere affrontati rimangono
latenti, nel tempo, provocando un aumento dell’ansia
che si potrà trasformare in panico.
Come si manifesta?
Spesso gli attacchi di panico non sono preannunciati
da nessun sintomo in particolare, arrivano improvvisamente
e inaspettatamente, “a ciel sereno”. È
questo il motivo per cui spaventano tanto. In realtà
hanno sempre un fattore scatenante, anche quando non
siamo in grado di riconoscerlo come tale.
Sintomi fisici
I sintomi fisici più comuni sono:
- sensazione di soffocare;
- sensazione di groppo alla gola;
- sensazione di non riuscire a respirare, e quindi respirazione
affannata;
- battito del cuore accelerato;
- dolori al petto;
- mal di testa;
- la sensazione di dovere andare al bagno;
- gambe molli;
- sudorazione eccessiva;
- vampate;
- senso di debolezza;
- vertigini;
- sensazione di confusione mentale;
- rossore.
Pensieri
Anche i nostri pensieri si modificano durante un attacco
di panico. Le persone che hanno un attacco di panico
temono che accadrà loro qualcosa di grave. Pensano,
ad esempio, che moriranno, che impazziranno, che faranno
una figura terribile… Pensieri come: “Avrò
un infarto” o “Ora svengo” sembrano
così reali nel momento dell’attacco di
panico da far sì che alcuni arrivino a chiamare
l’autoambulanza o vadano in ospedale. Questo modo
di pensare contribuisce a peggiorare i sintomi e di
conseguenza i pensieri ansiosi creando il circolo vizioso
rappresentato qui sotto.
Dopo
aver provato una volta la spiacevole esperienza di un
attacco di panico, la persona colpita teme ovviamente
che possa accadere di nuovo. Si innesca, dunque, anche
in questo caso, un circolo vizioso (vedi sotto) che
può trasformare il singolo attacco di panico
in un vero e proprio disturbo. Ad esempio, mentre stiamo
guidando possiamo chiederci: “Che cosa succederà
se avrò un altro attacco di panico ora?”.
Il pensiero scatena in noi la sensazione di essere in
pericolo, quindi l’ansia, e iniziamo a sentirci
male.
Quali sono le conseguenze?
La principale conseguenza degli attacchi di panico è
la tendenza ad evitare tutte le situazioni o le persone
ritenute pericolose. Le persone che soffrono di attacchi
di panico cercano di fuggire il prima possibile dalla
situazione o dalle persone che provocano loro malessere,
evitano situazioni simili nel futuro, mettono in atto
meccanismi che li rassicurino (portano con sé
medicinali, se temono un attacco di cuore possono fermarsi
completamente, se hanno paura di soffocare apriranno
una finestra ecc.).
È evidente che una simile modalità di
comportamento sarà molto limitante per loro la
vita. Senza considerare che potrà creare serie
difficoltà nei rapporti interpersonali (familiari,
di coppia, di amicizia, ecc.) perché la persona
avrà la tendenza a evitare tutte quelle situazione
percepite come ansiose (uscire per incontrare persone,
prendere l’aereo, frequentare luoghi affollati,
andare al ristorante ecc.). In alcuni casi potrà
arrivare, man mano, anche a non uscire più di
casa. La paura dell’imminenza di un nuovo attacco,
inoltre, produce uno stato di tensione generale e di
irritabilità diffusa.
È stato anche stabilito che gli attacchi di panico
sono correlati ad altri disturbi quali la depressione
e l’agorafobia
(paura di camminare per strada, degli spazi aperti come
le autostrade…).
Trattamento
La
terapia cognitivo-comportamentale
è molto efficace nella cura degli attacchi di
panico. Studi condotti in diversi paesi dimostrano che
più dell’80% delle persone si libera degli
attacchi di panico dopo un breve periodo di terapia.
Il panico influenza il nostro corpo, i nostri pensieri
e le nostre azioni. Per questo la terapia cognitivo-comportamentale
interviene in ognuna di queste tre aree.
Corpo
Uno dei primi obiettivi della terapia cognitivo comportamentale
è aiutare il paziente a capire che gli sgradevoli
sintomi fisici che prova durante l’attacco di
panico sono solo una conseguenza dell’ansia. Non
sono, dunque, pericolosi: nulla di quello che si teme
accadrà veramente. Questa consapevolezza aiuta
a interrompere il circolo vizioso dell’ansia ed
evita un peggioramento delle sensazioni fisiche spiacevoli
(vedi circuiti sopra). Inoltre, attraverso l’insegnamento
di tecniche mirate (rilassamento, controllo della respirazione,
ecc.) il paziente è aiutato a fronteggiare le
spiacevoli sensazioni fisiche dovute agli attacchi di
panico. Inoltre una particolare attenzione viene data
all’insegnamento di una
sana alimentazione. È infatti ormai dimostrato
quanto un’alimentazione adeguata sia di prezioso
aiuto a chi soffre di attacchi di panico. Oltre a insegnare
al paziente come diminuire il caffè e le bevande
del tipo cole, che contengono caffeina, verrà
insegnato a ridurre gli zuccheri e ad avere un’alimentazione
sana e consapevole, come la moderna letteratura insegna.
Pensieri
Al paziente viene insegnato ad individuare i pensieri
disfunzionali legati alle situazioni che causano l’attacco
di panico. Poi a valutarli con oggettività: sono
pensieri realistici o realmente preoccupanti? Infine,
ad affrontare queste situazioni con tecniche e pensieri
più funzionali. Inoltre verranno insegnate
tecniche di gestione dello stress.
Azioni
Piano piano si porta il paziente a ridurre le situazioni
evitate. Si comincerà da quelle più facili,
per passare via via a quelle più “paurose”.
Il paziente potrà così rendersi conto,
direttamente, che esse non costituiscono un pericolo
oggettivo per la sua incolumità. Questo è
uno dei modi più efficaci per riuscire ad affrontare
le proprie paure e conquistare così una vita
più serena.